Articolo  56 - Gli insediamenti prevalentemente residenziali o misti

 

1.      Il P.T.C. considera insediamenti residenziali o misti le parti del territorio urbanizzate ed edificate con sostanziale continuità, successivamente al periodo 1948-54, o al diverso riferimento temporale assunto ai sensi del comma 1 dell’art. 55, anche se non individuate e perimetrate come tali nella tavola P03. Gli insediamenti residenziali antecedenti a tale periodo ancorché individuati nella tavola P03, sono disciplinati nell’ambito delle aree urbane storicizzate di cui all’art. 55. L’articolazione degli insediamenti prevalentemente residenziali o misti è soggetta alle disposizioni indicate per gli obiettivi e per le invarianti previste al Titolo II Capo I “Sistemi territoriali locali” artt. 10, 11 e 12 lettera a) Città e insediamenti urbani.

2.       I P.S., e gli altri strumenti urbanistici generali comunali provvedono a specificare ed aggiornare il perimetro di tali aree distinguendo al loro interno, ove siano presenti e riconoscibili:

a)      le aree urbane recenti sorte senza una precisa progettazione unitaria urbanistica ed edilizia,  ma con un impianto urbano riconoscibile e densità edilizie medie o elevate;

b)      le aree urbane recenti a progettazione unitaria;

c)      le aree urbane recenti con un impianto incompiuto o labile e comunque con densità edilizie basse;

d)      le aree urbane di frangia, sorte a distanza od ai margini delle altre parti urbanizzate ed edificate,  con un impianto urbano assai labile, e comunque con densità edilizie basse.

3.       I P.S., e gli altri strumenti urbanistici generali comunali nell’articolare gli insediamenti prevalentemente residenziali o misti, come indicato al comma 2, possono in relazione alle caratteristiche degli insediamenti, introdurre aggregazioni od ulteriori specificazioni rispetto alle categorie di tessuti urbani individuati dal P.I.T.

4.      I Comuni provvedono a disciplinare questi tipi di insediamenti, in relazione alle articolazioni di cui ai commi 2 e 3, avendo come obiettivi l’incremento della qualità ambientale, il riordino morfologico dei tessuti destrutturati o degradati, l’aumento della dotazione di servizi da perseguire applicando i seguenti indirizzi e prescrizioni:

Prescrizioni:

·        abbattere i fattori di inquinamento dell’aria, dell’acqua e da rumore e la sicurezza rispetto ai rischi idrogeologici;

·        ricollocare le attività riconosciute incompatibili con la prevalente funzione residenziale;

·        completare e riorganizzare la  viabilità secondo la seguente gerarchia:

a)    strade di scorrimento per il traffico di attraversamento o di scambio, debitamente protette o di cui garantire la protezione;

b)   strade di quartiere con funzioni di collegamento tra le varie porzioni degli insediamenti, da regolamentare in relazione alla sosta od alle destinazioni d’uso ammissibili sui lati;

c)    strade locali di servizio agli edifici.

·        migliorare l’utilizzazione dei mezzi pubblici, collocando i nuovi insediamenti in una logica coerente con le reti del trasporto collettivo

·        potenziare i parcheggi pubblici e pertinenziali e realizzare percorsi pedonali e ciclabili.

Indirizzi:

·        favorire il superamento della monofunzionalità di alcune porzioni dei tessuti insediativi;

·        agevolare la riutilizzazione delle aree dismesse da finalizzare alla riqualificazione complessiva degli insediamenti, anche tramite la previsione di spazi e servizi pubblici o di uso pubblico.

·        riqualificare le aree periferiche riorganizzando gli spazi pubblici ed incrementando la dotazione di attrezzature,

·        incentivare l’uso sinergico di strumenti urbanistici attuativi per la qualificazione anche architettonica degli insediamenti  e per il riequilibro fra spazi pubblici ed edificati;

·        qualificare i margini degli insediamenti, soprattutto nelle relazioni con i contesti paesaggistici ed ambientali delle aree collinari e montane.

 

INDICE